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Ogni blog è una maschera e dietro ad ogni maschera può nascondersi una voce che mente.
Ma, come sempre, la colpa non è da ricercarsi nella cosa, ma in chi ne fa uso.
La comunità dei blogger si regge su un atto di fiducia: «Io credo che sia tu, quello che scrive»
e su una preghiera: «rimani così, resta».
Perchè l'altra cosa che si sa, ma che non si dice, è che i blog sono fragilissimi, intessuti come sono di parole lanciate a distanza tra sconosciuti.
Rispettare la fiducia e dare ascolto alla preghiera, rappresentano buona parte dell'etica comune della blogosfera.
In questo modo, lo stesso blogger si ritrova a dover essere fedele al proprio blog. Se il blog si snaturasse, per un qualche prolungato vezzo espressivo, si rischierebbe di perdere la comunità presente, per entrare in attesa di un'altra.
I lettori condizionano l'identità del blog e la scrittura del blogger, venendo quasi a costituirla.
Allora, oltre a non essere un'opera, il blog non sarebbe nemmeno un'impresa letteraria, sarebbe solo lettura,
solo lettura?
