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[Questo post si permette certe vaghe licenziosità esclusivamente per il fatto che questo blog latita da parecchio tempo e che quindi ha bisogno di una botta di nuovi accessi...]
Prendete un blog.
Prendete google
Ecco.
C'è un comando di google molto bello, si chiama site:
Con il comando site: si può ad esempio vedere rapidamente quante volte in vibrisse compare la parola "bionda", oppure l'espressione "che cavolo", o l'errore "a me mi piace".
Il comando site: è molto divertente, soprattutto se applicato ai bloggers, perchè permette di vedere quante volte i bloggers o i loro commentatori usano in un certo blog certe parole.
Ad esempio, prendiamo una parola a caso di 5 lettere:"cazzo" possiamo vedere quante volte questa parola occorre nei post di un blog.
Prendiamo un blog a caso, ad esempio: giulimozzi diario,la parola compare 7 volte.
Se ne volessimo di più potremmo guardare un blog il cui nome dice molto, volgare dove però compare soltanto 3 volte.
Niente in confronto ad una vera principessa con ben 117 occorrenze.
Stiamo cazzeggiando per voi
Ma in Italia si legge poco.
Ma va?
Ma sai, proprio poco. Cioè c'è un numero piccolo piccolo di gente che legge tanto per motivi suoi.
Credo di sì.
Ma quelli non fanno testo. E' gente che ne fa un mestiere, anche.
Minchia, certo che si lavora con tutto, no? Ma andassero a lavorare in miniera, 'sti sfaticati!
Vabbé, 'spe'. Perché poi c'è anche chi legge, come dire, normalmente, il libro in treno o prima di dormire di sera.
Ecco. E allora quelli sono pochi.
Già.
Ma perché?
Perché le borse delle donne, minchia, ma le vedi, sono troppo piccole, o troppo piene. Quindi non è che hai il libro appresso.
E gli uomini?
Non hanno la borsa.
Alcuni sì, però.
Capirai, finocchi, ovvio. Sai te che c'hanno dentro.
Bleah.
Gli studenti, vabbé, quelli hanno le borse. Coi libri e i quaderni.
Ma quelli leggono perché sono studenti.
Appunto.
Perché studiano e s'imparano.
Quindi leggendo s'impara?
Il cugino mio è laureato ma è scemo forte.
Quale? Quello con la motofalciatrice?
E chi, se no?
Scemo forte, sì, hehe.
Ma allora è colpa della Scuola se uno non legge.
E colpa anche della tivvù.
Però anche guardando la tele si impara una cifra.
Minchia, sì.
Allora è colpa della famiglia.
La famiglia, beh, cosa dovrebbero fare? Leggerti i libri?
No, però se magari uno vede che a casa leggono, boh.
Gli attaccano la voglia, dici?
Però cresce sfigato.
Gli sfigati leggono.
E cos'altro potrebbero fare? Hahahaha.
Leggere. Hahahahaha.
Sfigati!
Hahahaha.
Leggere, seeeeeeeeee.
Hanno capito tutto!
Hahahahaha.
Hanno capito proprio tutto della vita.
Hahahahaha.
Oh! Ma poi te la sei caricata la ciccetta?
Ti pare, certo! Non sai che cose!
Non vedo l'ora che arrivasse l'estate.
Arriverasse. Minkia.
Le state.
Ma come parleresti?
Ma com parl t!!!!
Bofonk!
Grof.
z.
.
CHI NON LEGGE VIVE SENZA IDEE E RESTA SENZA PAROLE.
LEGGI. TI CONVIENE.

Conosci quest'uomo?

Odora di violetta.

Lo addormentavamo leggendogli i libri di Rosamunde Pilcher

Ogni tanto faceva il difficile e non voleva dormire

Un giorno, poco prima che riuscissimo a sedarlo è riuscito a fuggire

Pare sia ad Acapulco
Aiutaci a trovarlo.

firmato: Comitato carceri maschili ad uso e consumo delle cheerleaders
Ho letto un libro bellissimissimo che m'ha emozionato dentro. Cioé non tanto perché poi ho mandato un esseemmeesse a Robberta che dice che a Total Request Live hanno pensionato il video dei Blue dopo solo quarantanove settimane! Allora andiamo a Milano le ho scritto. Andiamo sotto la terrazza nella piazza del duomo e urliamo a quelli della trasmissione che sono delle fetecchie. No? Però non glie lo diciamo a Federico che è bbono e tanto bravo a presentare.
Il libro si chiama "Solitudine vaporosa" ed è un bellissimo racconto verità sulla storia vera di una molecola di lacca Cielo Alto che perde la scia delle colleghe e si ritrova a vivere sul tappeto del bagno anziché appiccicarsi ai capelli cotonati. Una volta atterrata sul tappeto fa amicizia con gli acari e riesce a salvarne uno quando, una settimana dopo, la clandestina che fa le pulizie fa il bucato. Infatti la molecola si appende all'oblò e riesce a infilarsi tra la guarnizione in gomma e lo sportello. Lì la particella vivrà giorni felici insieme al suo acaro fino a quando la lavatrice verrà rottamata all'Unieuro. E' un racconto profondo sulla sopravvivenza, che senza sosta sdondolicchia tra l'avventura e la disintegrazione sociale che sparecchia la tavola dell'integrazione coi propri simili. Infatti nessun'altra molecola di lacca si è mai degnata di andare a cercare la poveretta. 'Ste stronze!
"Solitudine vaporosa"
di Svetlana Rubiconda
Edizioni Zubizarreta
costo 24000 kopeki circa


Non lo sapeva nessuno. Un segreto ben tenuto, insomma.
E così è ripartito: Pordenonelegge, il reality delle comari scriventi e dello sferruzzare brontolone delle tastiere.
Il vero reality, ovviamente, si chiama Lartedileggere. Senza spazi o apostrofi, che qua si scrive, mica ci si perde in quisquilie e pinzinnacchere. Robe che manco le Miss Paperett alla Perry Mason scrivono così rapide. Infatti è questa la grande idea del funambolico Giuliomozzi, che scopre più talenti di Boncompagni: un reality show on-line, gratuito e perverso, sulle dattilografe. A margine esiste la pubblicazione di approfondimento, Lartediscrivere, un meltin' pot di pubblicità verace dove gli scrittori, questa volta veri, imitano le dattilografe del piano di sotto, con l'aggiunta di virtuose immagini a corredo dei loro sforzi.
Già dal principio il reality sembrava sull'orlo della chiusura. La rinuncia a parteciparvi come opinionista da parte di Amanda Lear e Signorini lo rendeva poco camp e così girava il nome di Paola Perego e quello di Marina Suma come guest star. E invece niente, di nuovo un vuoto. Allora la produzione ha deciso di partire comunque, con quello che si aveva. La decisione tra fondi di magazzino e comuni non-important-person è stata risolta con la divisione tra le due pubblicazioni. A scriver dello scrivere i fondi, a scriver del leggere i neofiti. Amanda Lear, com'è noto, ha preferito "Ballando con le stelle" di Milly Carlucci.
Così è cominciata la sequenza impagliata di giornate che porteranno alla prima eliminazione per rivolta popolare. La scelta tra Marco Candida, Diego del MerdaDay, Criscia, PennaStilo, Marco Mirci, Kimota, Roberto Tossani, Blogsenzaqualità, Papino, Louie (LUI chi?) è difficile ma almeno si esclude Ivano Bariani che ottiene fin dai tempi di Non è la Rai un ottimo riscontro per l'indubbio sex appeal.
Gli autori della trasmissione diffusa anche in streaming da Blognation osservano perplessi le evoluzioni ingessate e si interrogano se buttarsi sulla violenza o sul sesso (o su entrambi), nella speranza di risollevarne le sorti prima di palesare i nuovi concorrenti -tra cui si vocifera la presenza dell'idolo delle teen-ager Bpz. Insomma, il tentativo del basso profilo ancora una volta non paga se il basso profilo dev'essere costruito da concorrenti che si muovono nella rete con la leggerezza di una carena per petroliere in costruzione. La domanda che tutti si fanno è: "e il succo, e la polpa? Vedremo mai un po' di letteratura?"
Gli sponsor storcono il naso e sperano di tamponare con la vendita dei gadget nella grande distribuzione. In particolare gli ordinativi del gioco da tavolo Pordenonelegge.it e della bambola Criscia Impettinabile per bambine dal pettine violento segnano un possibile rientro dei costi sostenuti per l'ennesimo reality che altro non è, come tutti i reality, se non un corso di formazione per ospiti a basso prezzo e non uno spettacolo fine a se stesso.
Da Pordenone è tutto, linea al blog.
In alcune società primitive si tramandava la cultura. Passano i secoli dei secoli eppure qualcosa si tramanda ancora. Da un blog all'altro, spesso ci si ricopre di link luccicanti, come ceri votivi. A volte invece, più profondamente, si ritrova il quid della nostra società, quella sorta di vin brulé metaforico che si spande su di noi rendendoci una chiavica di stato sovrano.
Insomma, cos'è che rende cultura la cultura, se non il tramandamento. E la tramandamentazione discende dal tramandamentazionismo? E' importante capirlo, ma procediamo con un esempio.
Il 13 aprile 2003, sul blog noto come OttovolanteLiala comparve questo post che diceva:"Ogni giorno una nuova sconfitta" e nei commenti Antonio, un commentatore dell'epoca, stigmatizzava "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Dunque, cosa farsene della luna e dei diamanti?..."
Questa frase, così scolpita e attonita rimase quiescente nelle memorie, finché oggi, sì, OGGI, in questo nostro convulso mondo ricompare qualcosa, una traccia, un segno archeologico che nel mezzo ci impone la verità: Qualcosa si tramanda di questa cultura. (Non solo il rossetto ha la SUPERDURATA: it's you, it's new!)
Chiaraaa ci informa del suo rapporto con un moderno motore di ricerca, ben piazzato e recentemente quotato in borsa, insomma, pare che Chiaraaa si sia sistemata, eppure anche lei soffre di questa sua precaria genesi culturale e ricerca delle parole antiche, delle radici:
"D'altra parte è proprio al letame che la letizia deve la sua etimologia.
Dai diamanti non nasce niente. "
Tramandare la cultura è importante. Non lasciare che si disperda. Perché è evidente che esiste una cultura per quando si è allegri, esiste una cultura per quando si è fatti, esiste una cultura per quando si è seduti sulla tazza, ma soprattutto esiste una cultura tramandata, che arriva dal passato, a cui ci possiamo aggrappare per superare i momenti opachi e decolorati.
Torna PordenoneLeggerebbe. Nuovi blog, nuova gente, nuova licenza di scrivere e di leggere.
Ovviamente siamo in prima linea. Ci addentreremo nei cunicoli con l'elmetto da minatore per scoprire con che tazza fa colazione Giulio Mozzi. Magari è una tazza di Didol. O forse è una tazza con scritto "Ricordo di Madonna di Campiglio"? E soprattutto: gli autori di PordenoneLegge fanno colazione? Qual è la colazione del campione di scrittori?
Inoltre...
Andremo al congresso dei fan di Amanda Lear a sentire cosa leggono.
Leggeremo quello che ha scritto Ivano Bariani sulla lista della spesa.
Fotocopieremo il blog di Gattostanco appoggiando lo schermo sulla fotocopiatrice.
Trascriveremo le ricette de "La prova del Cuoco" e poi le distribuiremo nelle piazze italiane al solenne grido di "Oggi cucino io!".
Faremo tutto questo. Per interposta persona. Chi si offre volontario?
Lo devo dire, o non lo devo dire? Lo dico! Sono troppi giorni che mi trattengo, non ce la faccio.
Ieri passo alla libreria Toletta, in quel di Venezia (e fin qui tutto bene). Un rapido giro tra gli scaffali al suo interno sognando acquisti che il mio portafogli purtroppo non mi permette, e poi di nuovo fuori al freddo (e anche qui, malgrado tutto, continua ad andare tutto per il verso giusto). Prima di tornare verso campo Santa Margherita, butto l'occhio in vetrina e vedo il nuovo libro di Avoledo, "Lo stato dell'unione". Lo riconosco perché quell'oggetto (coso, affare) porta scritto sopra in rosso il nome del suo autore e, poco più sotto, il titolo del romanzo in satin-grigio-metallizzato, ma non riesco a credere che abbiano potuto confezionare una copertina del genere, così mainstream, così di cattivo gusto. Una cosa del genere me la sarei potuta aspettare dalla Sperling & Kupfer o dalla Mondadori, ma non dalla Sironi. Sembra uno di quei best-sellers che non ho mai letto, allontanato proprio dall'apparenza sgradevole. Allora, mi chiedo, perché rovinare un libro in questo modo?
Ecco, l'ho detto. Tutto qui. Adesso dite pure che non è vero.